ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
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Una Donna nuova

Dario Fo
Duse
da mercoledì 14 gennaio
a domenica 18 gennaio
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Cartellone
2014/15
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produzione
Fondazione Teatro della Pergola
Compagnia Molière

regia
Ferdinando Ceriani
interprete
Raffaella Azim
drammaturgia
Margherita Rubino
scena e costumi
Marta Crisolini Malatesta
musiche
Fiorenzo Carpi
"Una Donna nuova" raccoglie e tesse insieme alcuni frammenti tratti dai tanti scritti di Franca Rame e Dario Fo sulla donna e sul mondo femminile. Lo spettacolo è un viaggio, sempre in bilico tra comico e grottesco, tra divertimento e riflessione, all’interno dell’universo complesso e articolato di quel bipede implume che Dio ha creato solo come complemento a colui che si vuole essere stato il vero frutto della creazione, l’uomo Adamo. Ed ecco pertanto accanto e sovente in contrapposizione con l’uomo, la presenza della donna: la donna che lavora, la donna madre, la donna sposa, la donna in carriera, e tante altre ancora.
Nasce così, annota il regista Ferdinando Ceriani, «una galleria di ritratti graffianti, comici, dissacranti a cui dà voce, corpo e anima Raffaella Azim, a modo suo, in uno spettacolo incalzante, fatto di suoni, musiche, suggestioni che ci condurranno nel mondo teatrale di Franca Rame e Dario Fo», i quali già nel 1977 avevano scritto e portato insieme sulle scene uno spettacolo a episodi significativamente intitolato Parliamo di donne. Quello della Rame e di Fo è sempre “teatro teatrale”, animato però di un ardore dialettico che sembra non conoscere cedimenti. E proprio da questo ardore nasce uno spettacolo che è il risultato di un progetto internazionale, “Les Liasons Heureuses” fortemente voluto da Maurizio Scaparro e coniugato tra l’Italia e la Francia, dove a Parigi debutterà in autunno anche questo "Una Donna nuova". La chiave fondamentale dell’allestimento è offerta dal comico, che Ceriani e la Azim intendono tenacemente perseguire nel ricordo di Franca Rame, recentemente scomparsa, e con la memoria di quanto già scriveva a suo tempo Molière: «Quando si va a teatro e si vede una tragedia, si piange, si piange, poi si va a casa e si dimentica tutto. Mentre invece per ridere ci vuole intelligenza, acutezza. Ti si spalanca nella risata, oltre che la bocca, anche il cervello e, nel cervello, ti s’infilano i chiodi della ragione!». Ecco, concludono i realizzatori dello spettacolo: «È proprio con questi “chiodi della ragione” che vorremmo contribuire anche noi ad incidere i contorni del volto della “donna nuova” che Franca Rame ci ha insegnato a riconoscere». DURATA DELLO SPETTACOLO: h.1,10
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