ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
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Pirandello/Beckett

Luigi Pirandello - Samuel Beckett
Duse
da mercoledì 5 novembre
a domenica 9 novembre
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Cartellone
2014/15
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produzione
Teatro Stabile della Sardegna
regia
Guido De Monticelli
interpreti
Edoardo Demontis
Paolo Meloni
Isella Orchis
Luigi Tontoranelli
e le figure animate di
Is Mascareddas
scenografia
Edoardo Cossu
Marta Spiga
Valeria Spiga
Eleonora Uras
costumi
Adriana Geraldo
luci
Löic François Hamelin
Un mimo, tre attori, e una serie di figure di legno intagliato. "Pirandello/Beckett" è uno spettacolo che mette insieme diversi linguaggi scenici: la pantomima (il folgorante "Atto senza parole" beckettiano), l’atto unico teatrale (il fulmineo e fulminante "All’uscita" di Luigi Pirandello) e il teatro di figura, con l’irruzione di una serie di personaggi di quel “popolo di legno” che da sempre abita le zone più fantastiche e fantasmatiche del palcoscenico e che qui concorre a legare insieme i piccoli (solo di dimensione) capolavori di due pilastri della drammaturgia e della cultura del Novecento, entrambi premi Nobel per la letteratura e maestri di quello stupefatto umorismo, attraverso cui prende forma la metafisica parabola dell’esistenza.
Se, nella pantomima scritta nel 1968 da Samuel Beckett (1906-1989) riecheggia, in un susseguirsi di comicissimi inciampi e umanissimi impedimenti, un che di chapliniano (o forse qualcosa che ricorda Buster Keaton, che non a caso fu l’interprete dell’unico film di Beckett), con il “mistero profano” del 1922, Luigi Pirandello (1867-1936) porta lo spettatore oltre la soglia della vita, all’uscita di un cimitero dove tutti i personaggi (dall’”uomo grasso” alla “donna uccisa”, dal “filosofo” alla coppia di “contadini”, dall’”asino” ai “bambini”) sono in realtà “apparenze” appena fuoriuscite dalla loro esistenza terrena; in attesa di una dissoluzione che non tarderà a venire, non appena ogni residuo, ogni conto in sospeso con la loro vita passata si sarà esaurito. «Un alberello lega i due atti», dice il regista Guido De Monticelli. «Ed è l’alberello all’ombra del quale il Mimo beckettiano, dopo aver condotto la sua azione senza parole, finisce per spegnersi in un’attesa senza più azione; e il Filosofo pirandelliano, rimasto solo, continua, imperterrito, a intrecciare il suo filo di parole». Con il risultato che – alla fine di uno spettacolo nel quale «illusioni e delusioni, apparenza e realtà sono state servite in un gioco teatrale d’indubbio fascino» (“L’Unione Sarda”) – «le uniche figure realmente vive e legate alla terra (osserva ancora De Monticelli) – secondo la didascalia di Pirandello: “un Contadino, una Contadina, un vecchio asinello con un gran fascio d’erba sulla schiena e, sovr’esso, una Bambina” – siano proprio le figure di legno, che, come dice Pirandello dei “personaggi”, sono forse meno reali di noi, ma più vere». DURATA DELLO SPETTACOLO: 1.20
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