ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
L'ispettore generale

Nikolaj Vasil’evic Gogol’
Corte
da mercoledì 14 gennaio
a domenica 18 gennaio
prenota »
acquista »
» alla CORTE
» al DUSE
Cartellone
2014/15
Prenotazioni
e acquisti
Video
Abbonamenti
produzione
Teatro Stabile del Veneto
Teatro Stabile dell’Umbria

regia
Damiano Michieletto
interpreti principali
Alessandro Albertin
Luca Altavilla
Alberto Fasoli
Emanuele Fortunati
Michele Maccagno
Fabrizio Matteini
Eleonora Panizzo
Silvia Paoli
Pietro Pilla
Giacomo Rossetto
Stefano Scandaletti
adattamento drammaturgico
Damiano Michieletto
scene
Paolo Fantin
costumi
Carla Teti
luci
Alessandro Carletti
Un classico divertente e graffiante. Una commedia capace di parlare a diverse generazioni e agli spettatori di ogni provenienza geografica e culturale. Scritto nel 1836 da Nikolaj Vasil’evič Gogol’ (1809-1852), "L’ispettore generale" è una farsa che smaschera, attraverso il riso, la volgarità e la corruzione di una società che appartiene a tutti i tempi, creando una grandiosa galleria di tipi umani, che soprattutto in Russia, dove "L’ispettore" fu rappresentato la prima volta con enorme successo, hanno assunto valenza proverbiale.
"L’ispettore generale" nasce dalla rielaborazione poetica di un fatto di cronaca posto all’attenzione di Gogol’ dal poeta Puškin: un avventuriero squattrinato, scambiato dai notabili di una cittadina di provincia dell’enorme impero russo per un revisore in viaggio d’ispezione, accetta ben volentieri, celando la sua sorpresa, i doni (cibo, vodka, denaro e onori, finanche le grazie amorose della moglie e della figlia del Sindaco) che costoro vogliono offrirgli per corromperlo; e, infine, abbandona precipitosamente il campo poco prima che arrivi in città il vero funzionario statale. Come osserva il regista Damiano Michieletto, in questa commedia «sfera pubblica e sfera privata si mescolano, si contaminano, si confondono. Non ci sono regole, non ci sono leggi, la violenza è dietro l’angolo, mascherata spesso da bonarietà. Un’umanità gretta e sporca, compressa nella paura e pronta a esplodere nel finale in una catartica liberazione, raccontata come un’aspirazione al lusso, al divertimento facile, a un altrove forse ancora più gretto e meschino della loro realtà». La regia di Michieletto (noto soprattutto nel campo dell’opera lirica, dalla Scala a Salisburgo) sposta l’azione dalla Russia di Nicola I alla Serbia contemporanea e, non facendo mistero di voler sottolineare che il sarcasmo di Gogol’ sbeffeggi anche certa Italietta odierna, consegna al palcoscenico «un testo in cui si ride molto, e dove l’ingranaggio teatrale funziona a pieno ritmo grazie a una compagnia di attori affiatatissima e a una regia che fila via senza accorgersene» (“Avvenire”). Ne consegue uno spettacolo caratterizzato da «tensione dalla prima all’ultima battuta, grande dinamicità, uso marcato del corpo, gioco di specchi tra realtà e finzione: il tutto colorato dalle tinte forti di un grottesco senza freni» (“Il Giornale”). DURATA DELLO SPETTACOLO: h.2.30
trailer
prenota »
acquista »