ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
Il malato immaginario

Molière
Duse
da mercoledì 7 gennaio
a domenica 11 gennaio
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Cartellone
2014/15
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e acquisti
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produzione
Arca Azzurra Teatro
Ministero per i Beni e
le Attività Culturali
Regione Toscana
Comune di San Casciano V.P.

regia
Ugo Chiti
interpreti principali
Giuliana Colzi
Andrea Costagli
Dimitri Frosali
Gabriele Giaffreda
Elisa Proietti
Massimo Salvianti
Lucia Socci
adattamento
Ugo Chiti
ideazione dello spazio
e costumi
Ugo Chiti
musiche
Vanni Cassori
luci
Marco Messeri
"Il malato immaginario" è il testamento teatrale di Molière (Jean-Baptiste Poquelin, 1622-1673) che morì al quarto giorno di repliche dello spettacolo a causa di un malore avuto sulla scena proprio nel ruolo di Argante. È una farsa all’antica, colma di eccellenti spunti comici, ma con una precisa e concreta visione del mondo. Molière, primo attore del re, uomo di mestiere, la ideò e la scrisse per il puro divertimento del suo sovrano reduce dalla guerra, immettendovi però qualcosa di molto personale, che rinvia allo stato d’animo di chi ha smarrito nelle delusioni della vita (fu quello un anno pieno di eventi dolorosi per Molière) la fiducia in se stesso e nei propri simili, la stessa voglia di vivere.
Protagonista di "Il malato immaginario" è l’ipocondriaco Argante, il quale, credendosi segnato nel fisico ed esposto a ogni malattia, vive continuamente tra medici e medicine, tanto che, per assicurarsi cure più assidue, vorrebbe costringere la figlia Angelica a sposare il figlio del suo dottore Tommaso Diaroicus, giovane sciocco e pedante. Vivacizzato da una violenta satira nei confronti della classe medica, nasce così in famiglia un intreccio drammatico, inesorabilmente votato al lieto fine, il cui motore è rappresentato dalla serva Tonina, la quale riuscirà con l’astuzia non solo a spingere Angelica nelle braccia dell’amato Cleante, ma anche a svelare l’amore interessato che la seconda moglie Bellina ostenta per Argante. Annota il regista e drammaturgo Ugo Chiti: «Farsa-commedia, intrisa di realismo dove i personaggi si muovono sulla ritmica dell’intreccio comico occhieggiando alla “commedia dell’arte”, "Il malato immaginario" lascia intuire la natura più sinistra di figure inquiete; caratteri teatrali che sfiorano il tragico con un ghigno divertito di maschere comiche. Adattamento e regia cercano questa doppia, obliqua lettura necessaria in un testo “contaminato” da molteplici segni teatrali, dove convivono insieme pantomime metafisiche e amare riflessioni sulla natura dell’uomo. "Il malato immaginario" è testo che causa turbamento proprio per queste doppiezze contraddittorie, testo ambiguo che dietro l’inossidabile, perfetta macchina teatrale, sembra occultare il tema portante; commedia sì sulla “delusione medica” ma forse, ancora più presente è la disamina sull’uomo vinto dalle illusioni». DURATA DELLO SPETTACOLO: h.2
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