ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
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MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
Il grande dittatore

dal film di Charlie Chaplin
Corte
da martedì 14 aprile
a domenica 19 aprile
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Cartellone
2014/15
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produzione
Società per Attori
regia
Giuseppe Marini
Massimo Venturiello

interpreti
Massimo Venturiello
Tosca

Lalo Cibelli
Camillo Grassi
Franco Silvestri
Gigi Palla
Gennaro Cuomo
Pamela Scarponi
Nico Di Crescenzo
Alessandro Aiello
adattamento
Massimo Venturiello
musiche originali
Germano Mazzocchetti
scene
Alessandro Chiti
costumi
Sabrina Chiocchio
coreografie
Daniela Schiavone
Massimo Venturiello e Tosca
Sono passati più di settant’anni da quando Chaplin scrisse, interpretò e diresse, nel 1940, il suo primo film parlato, "Il grande dittatore" dedicato al tema della minaccia nazista. Da allora, il mondo è cambiato, noi siamo profondamente diversi e così anche l’assetto politico del mondo, eppure la nostra realtà presenta strane e inquietanti analogie con quel tempo. Una crisi economica che ricorda quella del 1929, il crollo delle banche, l’inflazione, la disoccupazione e la depressione. L’attualità del "Grande dittatore" è quella di tutte le grandi opere d’arte in cui si mette a nudo l’essenza umana.
Nel "Grande dittatore", il protagonista si fa letteralmente in due. Da una parte c’è il piccolo ebreo che fa il barbiere nel ghetto in cui il nazismo lo ha richiuso e dall’altra c’è il feroce dittatore al quale egli assomiglia tanto da finire con l’assumerne il ruolo, rovesciandone nel messaggio radiofonico finale la violenza in pacifismo. Con quel film, Chaplin ridiede coraggio al mondo avvolto dalla follia e dal crimine. E lo fece grazie alla risata, che ora viene riproposta sul palcoscenico da Massimo Venturiello, il quale sottolinea: «Non è un’idea dettata dalla presunzione decidere di confrontarsi con un progetto di siffatta portata. Ciò che mi tranquillizza è proprio il Teatro, quello vero, che non insegue paragoni, ma solo la sua peculiare comunicazione che lo distingue da qualsiasi altra forma artistica. C’è quindi da tremare di fronte al genio di Chaplin allo stesso modo con cui c’è da tremare di fronte al genio di Shakespeare; l’approccio creativo di uno spettacolo teatrale, a mio avviso, deve essere lo stesso». Aggiunge Venturiello: «Forse la domanda più spinosa è il modo in cui interpretare un ruolo, anzi due, che sono diventati un’icona del talento e della mimica chapliniana. Ma anche in questo il Teatro mi viene in aiuto. Ho sempre creduto che il compito di un attore sia quello di ascoltare ciò che accade intorno a sé sulla scena; sono le parole dei tuoi interlocutori a dare vita alle tue, sono le azioni altrui che determinano le tue, soprattutto ciò che accade in scena è il risultato di chi è in scena e ciò che inventeremo e abiteremo sarà un’altra cosa dal film. Ciò che invece preme di non perdere è l’ironia, il sarcasmo e l’irresistibile comicità» di un testo nella cui messa in scena la musica sarà l’altro grande protagonista: sia quella composta da Germano Mazzocchetti ispirandosi ora al suono degli ebrei e ora a quello dei tedeschi; sia quella garantita dalla presenza in locandina di un’attrice-cantante quale Tosca.
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