ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
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MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
Il giuoco delle parti

Luigi Pirandello
Corte
da martedì 10 febbraio
a domenica 15 febbraio
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Cartellone
2014/15
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produzione
Compagnia Orsini
Fondazione Teatro della Pergola

regia
Roberto Valerio
interpreti
Umberto Orsini
Alvia Reale
Toto' Onnis
Flavio Bonacci
Carlo De Ruggieri
Woody Neri
adattamento
Valerio-Orsini-Balò
scene
Maurizio Balò
costumi
Gianluca Sbicca
luci
Pasquale Mari
Scritta nel 1918 da Luigi Pirandello (1867-1936), citando una precedente novella del 1913 ("Quando si è capito il giuoco"), "Il giuoco delle parti" è un “classico” dalla trama apparentemente ancorata alla tradizione ottocentesca (protagonista ne è il solito triangolo amoroso), ma è anche una commedia con un protagonista che sembra scritto apposta per diventare un cavallo di battaglia per i tanti grandi attori che si sono succeduti nel ruolo di Leone, che ora viene fatto rivivere, con qualche ammodernamento, da un Umberto Orsini in grande forma.
Il marito, la moglie e l’amante, dunque. Leone Gala si è separato consensualmente dalla moglie Silia, della quale è però ancora ufficialmente il marito. Egli vive per conto proprio, ma ogni giorno passa dal portinaio della moglie per chiedere se ci sono novità. Poi, se ne va. E torna dai suoi cari libri e nella sua prediletta cucina, dove ama comporre salse preziose, aiutato dal fedele cameriere con il quale parla di Socrate e di Bergson. Da parte sua, Silia, che ha da tempo un amante (Guido Venanzi), s’annoia; e vive con irritazione la troppa libertà che le concede il marito, il quale ostenta anche nei suoi confronti l’atteggiamento disincantato di uno spettatore del mondo. Dapprima, Silia cerca di convincere l’amante a uccidere suo marito. Poi, quando Guido rifiuta, approfitta del volgare insulto ricevuto da un gruppo di gaudenti ubriachi per provocare ad arte uno scandalo, al fine di spingere il marito a sfidare a duello chi l’ha offesa. Ma Leone ha ormai capito il “giuoco della vita” e da “cuoco” provetto sa come “rovesciare la frittata”. Il concorso di tre “adattatori” del testo pirandelliano – il capocomico Umberto Orsini, il regista Roberto Valerio e lo scenografo Maurizio Balò – costruisce la vicenda come in flashback, ambientato in uno spazio a vetri che evoca una casa di riposo. «Abbiamo immaginato – annota Umberto Orsini – un Leone Gala che vive oltre i limiti che la commedia gli ha assegnato. Un Leone più invecchiato e ossessivamente alla ricerca del suo passato. Difendo questa scelta per puro interesse di resa teatrale, senza cercare di ammantarla di facile ideologia. Mi rendo conto che tutto questo suona terribilmente “pirandelliano” ma ci sarebbe da sorprendersi se non fosse così». DURATA DELLO SPETTACOLO: h.1.30.
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