ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
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MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
Il giardino dei ciliegi

Anton Cechov
Corte
da martedì 6 gennaio
a domenica 11 gennaio
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Cartellone
2014/15
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produzione
Teatro Stabile di Napoli
Teatro Stabile di Verona

versione italiana
Gianni Garrera
regia
Luca De Fusco
interpreti
Gaia Aprea
Paolo Cresta
Claudio Di Palma
Serena Marziale
Alessandra Pacifico
Giacinto Palmarini
Alfonso Postiglione
Federica Sandrini
Gabriele Saurio
Sabrina Scuccimarra
Paolo Serra
Enzo Turrin
scene
Maurizio Balò
costumi
Maurizio Millenotti
coreografie
Noa Wertheim
musiche
Ran Bagno
luci
Gigi Saccomandi
Puntando ancora una volta sull’intreccio tra teatro e cinema (però, rispetto ai precedenti "Antigone" e "Antonio e Cleopatra", «con una recitazione più morbida e sinuosa e una presenza del linguaggio video che riserverà allo spettatore una vera e propria sorpresa»), il regista Luca De Fusco propone un approccio “mediterraneo” al capolavoro cechoviano, individuando un collegamento tra la società russa e quella napoletana e meridionale in generale di fronte ai rivolgimenti imposti dall’era industriale d’inizio Novecento. «Inoltre i collegamenti tra Russia e Napoli – annota De Fusco – non sono soltanto sociologici ma anche estetici e riguardano le affinità tra un teatro estroverso, comunicativo, caldo, come quello russo e il teatro napoletano».
Attraversato da un tono malinconico non privo di venature comiche, Il giardino dei ciliegi racconta la fine di un’epoca, quella dell’aristocrazia, e l’avvento di una nuova classe dirigente. Rientrata in Russia con la diciassettenne figlia Anja, dopo cinque anni trascorsi a Parigi, Ljubov’ Andreevna Ranevskaja, detta Ljuba, viene informata della grave situazione debitoria che attanaglia il suo patrimonio e della conseguente impossibilità di evitare che la sua casa, famosa per il bellissimo giardino di ciliegi, venga messa all’asta. Il nuovo proprietario della tenuta sarà così Lopachin, ricco commerciante figlio di un vecchio servo della casata, mentre a Ljuba e a suo fratello Gaiev non resta che dire addio alla dimora della loro infanzia mentre il vecchio servitore Firs, abbandonato da solo in casa, ode i primi colpi d’ascia che abbattono gli alberi del giardino per far posto alla lottizzazione del terreno in tante villette. Terminato nell’ottobre del 1903 "Il giardino dei ciliegi" è l’ultimo testo scritto per il teatro da Anton Cechov (1860-1904), il quale, pochi mesi dopo la prima rappresentazione del gennaio 1904 al Teatro d’Arte di Mosca diretta da Kostantin Stanislavskij e Vladimir Dančenko, morirà di tisi, a soli 44 anni, chiudendo una intensa carriera di scrittore, iniziata come autore di racconti caratterizzati da una straordinaria capacità d’indagare l’animo umano e culminata in un pugno di opere per il palcoscenico ("Ivanov", "Il gabbiano", "Zio Vanja", "Tre sorelle" e, appunto, "Il giardino dei ciliegi") che danno origine al teatro moderno. DURATA DELLO SPETTACOLO: h.2.30
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