ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
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Hotel Belvedere

Ödön von Horváth
Corte
da martedì 24 marzo
a domenica 29 marzo
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Cartellone
2014/15
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produzione
Teatro Metastasio Stabile della Toscana
versione italiana
Paolo Magelli
regia
Paolo Magelli
interpreti
Francesco Borchi
Daniel Dwerryhouse
Marcello Bartoli
Fabio Mascagni
Mauro Malinverno
Valentina Banci
Elisa Cecilia Langone
dramaturg
Željka Udovičič
scene
Lorenzo Banci
costumi
Leo Kulaš
musiche
Alexander Balanescu
luci
Roberto Innocenti
L’Hotel Belvedere, dove si svolge questa commedia “noir” scritta a ventidue anni dall’austriaco Ödön von Horváth (1901-1938), è un albergo situato nelle prealpi bavaresi. Nei suoi saloni polverosi si aggirano sette personaggi, rappresentanti di una popolazione europea senza speranza: intellettuali falliti, ladri di automobili, assassini, aristocratici decaduti, proletari graziati da un Dio ingiusto che sembrano usciti da un laboratorio di Wilhelm Reich. Tra humour e violenza, questi personaggi sono la sintesi delle classi sociali di una Europa affaccendata a salvare se stessa e a distruggere gli altri, i più deboli. Premonizione degli orrori della Seconda Guerra mondiale, ma anche immagine inquietante delle anomalie della storia che stiamo vivendo.
Come annota il regista Paolo Magelli: «Il giovane Horváth vedeva la cattiveria mitteleuropea radunarsi come le nuvole nere che gonfiavano il cielo del lago di Staffel (dove viveva sua madre e dove portò a termine la sua commedia) e capiva che il destino della sua Europa sarebbe stato terribile. Egli aveva compreso che dietro gli ori di Klimt e dentro gli occhi dei personaggi di Schiele c’era il vuoto e la disperazione. Ossessionato dalla incapacità che l’aristocrazia e la borghesia intellettuale mostravano nei confronti delle utopie positive, Horváth fu il primo a riconoscere che dietro la facciata della grandezza germanica si nascondeva un mondo volgare, malato e esclusivamente legato al potere del denaro. Un materialismo che avrebbe portato direttamente al nazismo». Interpretato da Marcello Bartoli al fianco della Compagnia Stabile del Metastasio di Prato, "Hotel Belvedere" propone per la prima volta in italiano un testo che, parlando del passato, sembra prevedere le contraddizioni dell’Europa odierna. «Sulla scena “goldoniana” di Lorenzo Banci, fra Marienbad e Scott Fitzgerald, è come stare in sala d’attesa, qualcosa accadrà e sarà una finta, un’illusione perduta, un pasticciaccio amoroso, un crudele gioco al massacro o l’ultimo atto in tragedia di una civiltà che viaggia verso l’olocausto» (“Il Tirreno”). «Magelli ama un teatro aggressivo e dirompente e il suo spettacolo ha un fascino cattivo, in cui baluginano non solo il nazismo e le altre sciagure che il secolo porterà in dote, ma anche le contrapposizioni drammatiche che oggi incendiano l’Europa» (“Il Manifesto”). DURATA DELLO SPETTACOLO: h.2
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