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MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
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Enrico IV

Luigi Pirandello
Corte
da martedì 4 novembre
a domenica 9 novembre
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Cartellone
2014/15
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produzione
CTB Teatro Stabile di Brescia
Teatro de Gli incamminati
regia
Franco Branciaroli
interpreti
Franco Branciaroli
Melania Giglio
Valentina Violo
Tommaso Cardarelli
Giorgio Lanza
Antonio Zanoletti
Sebastiano Bottari
Mattia Sartoni
Pier Paolo D’Alessandro
Andrea Carabelli
Daniele Griggio
scene e costumi
Margherita Palli
luci
Gigi Saccomandi
Scritto nel 1921 per Ruggero Ruggeri e rappresentato per la prima volta a Milano il 24 febbraio 1922, "Enrico IV" è considerato – insieme con "Sei personaggi in cerca d’autore" – il capolavoro teatrale di Luigi Pirandello (1867-1936): uno studio sul significato della pazzia e sul tema caro all’autore del rapporto, complesso e alla fine inestricabile, tra personaggio e uomo, tra finzione e verità.
In una lettera scritta a Ruggeri, così Pirandello introduce la trama della commedia che si accingeva a scrivere: «Circa venti anni addietro alcuni giovani signori e signore dell’aristocrazia pensarono di fare per loro diletto, in tempo di carnevale, una “cavalcata in costume” in una villa patrizia: ciascuno di quei signori s’era scelto un personaggio storico, re o principe, da figurare, con la sua dama accanto. Uno di questi signori s’era scelto il personaggio di Enrico IV; e per rappresentarlo il meglio possibile s’era dato la pena e il tormento d’uno studio intensissimo, minuzioso e preciso. Sciaguratamente, il giorno della cavalcata, mentre sfilava con la sua dama accanto, per un improvviso adombramento del cavallo, cadde, batté la testa e quando si riebbe dalla forte commozione cerebrale restò fissato nel personaggio di Enrico IV: la maschera, con tanta ossessione studiata fino allo scrupolo dei minimi particolari, diventò in lui la persona del grande e tragico Imperatore. Sono passati vent’anni. Ora egli vive – Enrico IV – in una sua villa solitaria: tranquillo pazzo. Ha quasi cinquant’anni. Egli, già vecchio, è sempre il giovine Enrico IV della cavalcata. Un bel giorno si presenta a un nipote di lui, il quale seconda la tranquilla pazzia dello zio, a cui è affezionatissimo, un medico alienista. C’è forse un mezzo per guarire quel demente: ridargli con un trucco violento la sensazione della distanza del tempo...». La tragedia comincia adesso... E oggi, più di novant’anni dopo la sua prima rappresentazione, «è Franco Branciaroli (reduce dai successi di "Servo di scena", "Il Teatrante" e "Don Chisciotte") a vestire i panni di questo complesso personaggio, in uno spettacolo accolto da un calorosissimo successo» (“Bresciaoggi”). Al suo primo incontro con Pirandello, l’attore-regista «offre di Enrico un’interpretazione carica di crudeltà, fatica di vivere, lucidità verso un senso della vita che sfugge e bisogna reinventare» (“Corriere della Sera”), sino a giungere, in una continua alternanza tra apparenza e realtà, a un «finale bellissimo, col protagonista che, dopo l’uccisione del rivale, in posa su un cavallo da giostra, viene incoronato dallo psichiatra» (“Il Sole-24 ore”). DURATA DELLO SPETTACOLO. h.2.30
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