ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
Decamerone

liberamente tratto da Giovanni Boccaccio
Corte
da martedì 10 marzo
a domenica 15 marzo
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Cartellone
2014/15
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produzione
Nuovo Teatro
in collaborazione con
Fondazione Teatro della Pergola
regia
Marco Baliani
interpreti
Stefano Accorsi
Salvatore Arena
Silvia Briozzo
Fonte Fantasia
Mariano Nieddu
Naike Silipo
adattamento teatrale
Marco Baliani
drammaturgia
Maria Maglietta
scene e costumi
Carlo Sala
luci
Luca Barbati
Dopo aver “giocato” la scorsa stagione con l’"Orlando Furioso", Marco Baliani e Stefano Accorsi propongono ora la messa in scena di un loro "Decamerone". Boccaccio e il teatro, dunque. O meglio, la scelta di alcune sue novelle raccontate per esorcizzare la presenza di una società contemporanea appestata, non tanto diversamente da come lo era allora Firenze, da cui i cittadini abbienti fuggivano verso le colline, per evitare il contagio.
«Le storie – annota Marco Baliani – servono a rendere il mondo meno terribile, a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo, le storie servono ad allontanare, per un po’ di tempo, l’alito della morte. Finché si racconta, finché c’è una voce che narra siamo ancora vivi, lui e lei che raccontano e noi che ascoltiamo». Ed ecco allora che Accorsi, accompagnato da altri cinque attori, si accinge a fuggire dalla peste contemporanea e a portare sul palcoscenico, con la complice scelta di Maria Maglietta e di Marco Baliani, alcune novelle tra le cento presenti nel "Decamerone". Storie di amori ridicoli, erotici o furiosi. Storie rozze, spietate, sentimentali, grottesche paurose. Purché siano storie, e raccontate bene; nella consapevolezza che la vita reale è là fuori, con i suoi miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le conventicole, le mafie, l’impudicizia e l’impudenza dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli, il malaffare. L’esigenza di far risuonare su un palcoscenico le parole di Boccaccio, attraverso le voci dei teatranti, nasce da una società caratterizzata da una progressiva perdita del civile sentire; dalla volontà di ricordare che esiste anche un’altra Italia, ricca di tesori linguistici e culturali, come di tesori paesaggistici e naturali. Ecco allora l’importanza di raccontare Boccaccio a teatro, perché – conclude un grande narratore come Baliani – anche «se quelle storie sembrano buffe, quegli amorazzi triviali e laidi, accade poi, come in tutte le grandi storie, che quelle puzzonate, quelle strafottenti invenzioni che muovono al riso e allo sberleffo mostrano poi, sotto sotto, il mistero della vita stessa, un’amarezza lucida che risveglia di colpo la coscienza, facendoci di botto scoprire che il re è nudo, e che per liberarci dall’appestamento, dobbiamo partire dalle nostre fragilità e debolezze, riconoscerle, farci un bell’esame, ridendoci sopra, e digrignando i denti, magari uscendo da teatro poco indignati ma ragionevolmente incazzati, anche con noi stessi». DURATA DELLO SPETTACOLO: h. 2 circa
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