ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
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MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
Cyrano de Bergerac

Edmond Rostand
Corte
da martedì 28 ottobre
a domenica 2 novembre
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Cartellone
2014/15
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produzione
Compagnia Gank
Teatro de Gli Incamminati

in collaborazione con
Teatro Stabile di Genova
versione italiana
Mario Giobbe
regia
Matteo Alfonso
Carlo Sciaccaluga
interpreti
Antonio Zavatteri
Filippo Dini
Silvia Biancalana
Vincenzo Giordano
Roberto Serpi
Cristiano Dessì
Matteo Alfonso
Lorenzo Terenzi
Sarah Pesca
Michele Di Siena
scene e costumi
Guido Fiorato
musiche
Andrea Nicolini
luci
Sandro Sussi
Gloriosa espressione dell’eroe romantico ottocentesco, il Cyrano di Edmond Rostand (1868-1918) rivela subito i tratti essenziali della sua natura nel primo atto, ambientato all’interno del teatro Hotel de Bourgogne: il gusto guascone per la bravata lo spinge a impedire una rappresentazione solo perché vi recita un attore a lui antipatico; il naturale estro poetico lo induce a comporre una ballata nel corso del duello con un gentiluomo che si è ribellato alla sua prepotenza; la vocazione sentimentale della sua anima mal si cela nel silenzio con cui cerca di circondare il non dichiarato amore per la cugina Rossana.
Quando, il 27 dicembre 1897, "Cyrano de Bergerac" andò in scena per la prima volta a Parigi, il suo autore non aveva ancora trent’anni, con alle spalle esperienze letterarie di poco conto. Il clamoroso successo della sua nuova commedia in versi fu però tale da farne d’improvviso il beniamino delle scene francesi, e ben presto anche di quelle internazionali. La fortuna sulla scena del "Cyrano de Bergerac" – ispirato alle gesta del poeta, spadaccino e libero pensatore Savinien Cyrano de Bergerac, realmente vissuto nel Seicento – ne ha fatto uno dei testi teatrali più “popolari” del Novecento, trovando subito in Italia una intramontabile sponda nella traduzione di Mario Giobbe. Dopo l’inizio travolgente, il seguito è tutto un precipitare di eventi contrappuntati di motivi, ora lirici e ora avventurosi, molto noti al pubblico anche in virtù di celebri versioni cinematografiche (basti citare quella del 1950 con José Ferrer e quella del 1990 con Gérard Depardieu): l’incontro con Cristiano amato da Rossana, il ruolo di suggeritore nei loro convegni amorosi, l’assedio di Arras e la morte di Cristiano, gli anni che passano, le visite a Rossana in convento e la trave gettatagli sulla testa a tradimento, lo spegnersi infine dell’eroe nelle braccia della cugina sempre amata. Rappresentato in anteprima al Festival di Borgio Verezzi, "Cyrano de Bergerac" – che i suoi registi, Matteo Alfonso e Carlo Sciaccaluga, presentano come «la storia di un uomo che ama una cosa sopra tutte le altre, la libertà» – è stato accolto molto positivamente dalla critica e dal pubblico. «È stata un’ottima idea quella di ricorrere alla celebre traduzione in versi di Mario Giobbe la cui vitalità, a distanza di un secolo, pare intatta» (“Il Secolo XIX”). «Il gioco va che è un piacere, esalta e commuove, sfida l’epopea popolare con le scene della battaglia di Arras e offre agli attori infinite palle gol, tutte sfruttate a dovere. Antonio Zavatteri è un Cyrano di bellissima grana anarchica e poetica; Silvia Biancalana dà a Rossana civetteria, carattere e dolcezza, Filippo Dini fa di De Guiche un pavido capace di riscatto e tutti gli altri, insieme con loro, portano buone rime al trionfo finale» (“La Stampa”). DURATA DELLO SPETTACOLO: h. 2.30
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