ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
ANGELO PASTORE DIRETTORE
MARCO SCIACCALUGA CONDIRETTORE
7 minuti

Stefano Massini
Corte
da mercoledì 4 febbraio
a domenica 8 febbraio
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Cartellone
2014/15
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produzione
Emilia Romagna Teatro
Teatro Stabile dell’Umbria
Teatro Stabile del Veneto

regia
Alessandro Gassmann
interpreti
Ottavia Piccolo
Paola Di Meglio
Silvia Piovan
Olga Rossi
Maiga Balkissa
Stefania Ugomari Di Blas
Cecilia Di Giuli
Eleonora Bolla
Vittoria Corallo
Arianna Ancarani
Stella Piccioni
scenografia
Gianluca Amodio
costumi
Lauretta Salvagnin
musiche originali
Aldo e Pivio De Scalzi
videografie
Marco Schiavoni
light designer
Marco Palmieri
Ispirato a una “storia vera”, "7 minuti" porta la classe operaia sul palcoscenico teatrale. Con sullo sfondo la crisi economica che ancora oggi travaglia l’Europa. Una vicenda di grande attualità, raccontata con una struttura drammaturgica che, come dichiara il suo stesso autore Stefano Massini, rinvia a quella di "La parola ai giurati", il testo di Reginald Rose che lo stesso Alessandro Gassmann (qui in veste di regista) mise in scena pochi anni fa.
Scrive Alessandro Gassmann nelle note di regia dello spettacolo il cui debutto è previsto per novembre: «Parliamo di lavoro, di donne, di diritti, lo faremo dando voce e anima a undici protagoniste operaie che ci permetteranno di raccontare con le loro diverse personalità̀, le paure per il nostro futuro e per quello dei nostri figli, le rabbie inconsulte che situazioni di precarietà̀ lavorative possono scatenare, le angosce che il mondo del lavoro dipendente vive in questo momento. Ottavia Piccolo, nel ruolo di Blanche, rappresenterà̀, tra questi undici caratteri, la possibilità̀ di resistenza, il tentativo di far prevalere nel caos la logica, la giustizia, una sorta di “madre coraggiosa” che tenta di indicare una via alternativa. Il disegno registico, come mia abitudine, si concentrerà̀ sul tentativo di dare verità̀ a queste anime, descrivendone, in una scenografia iperrealista, tutte le diversità̀, emozioni, incomprensioni, tentando, come sempre, di amplificare le emozioni già̀ presenti nel testo». E Stefano Massini aggiunge: «Ci sono storie che ti vengono a cercare. Sembra che facciano davvero di tutto per essere raccontate, per essere scritte. Una di queste ha raggiunto e conquistato me, e ha a che fare con le operaie tessili di Yssingeaux, nell’Alta Loira. Il fatto di cronaca risale al gennaio 2012, e ha riempito i giornali d’Oltralpe. Ma in quale modo raccontare in teatro tutto questo? Il pretesto me l’ha fornito, come sempre, non il filone principale bensì̀ uno dei tanti aneddoti di cui è costellata la drammatica trattativa di quei giorni: la lunga riunione del consiglio di fabbrica che doveva decidere se accettare o meno una rinuncia ai propri diritti acquisiti. Su quella riunione ho costruito tutto. E con grande passione, perché́ mi sembrava straordinario ritrarre in scena il mosaico estremo di quel conclave tutto di donne, chiamate a votare “sì o no” non solo alla propria sorte, ma anche a quella di chissà̀ quante altre fabbriche nell’Europa della grande crisi. E se nell’immediato dopoguerra, Reginald Rose utilizzò l’espediente geniale di una composita giuria per scandagliare i fondali limacciosi della società̀ americana, io sono convinto che un consiglio di fabbrica possa quanto mai servire, oggi, per indagare i movimenti tellurici dell’Europa dilaniata dagli spread». DURATA DELLO SPETTACOLO: h. 1.30
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